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Cerebro_Mundi

Intelligenze naturali e sistemi complessi: il nuovo album TUTTI I TESTI

Cerebro_Mundi TUTTI I TESTI

metamorfosi-frontale

Tracklist CEREBRO_MUNDI & Lyrics
01. Micropsiche
02. Cerebro_Mundi
03. Brain_Rot
04. Amigdala
05. Artificio_Naturale
06. Feniletilamina
07. Habitat_Mundi
08. Satellite_Control
09. Il_Ciclo_Dell’acqua
10. Wood_Wide_Web
11. Cammina_Cammina
12.Escalation
13. Cosmopsiche

 

MICROPSICHE
(Testi e musiche Alessandro Zannier 2025)
Cosa forma il nostro io,
l’illusione della mente?
Ogni mossa che farò
per lo sciame è conveniente.
La coscienza è quella mia
o del popolo silente?
brulicante nella carne, nel ventre
che pensa per me.ah-ahOgni scelta prenderai,
non è di una sola testa,
è la scelta di un’orchestra
più grande di noi.

Uno, centomila, due milioni di miliardi
siamo io, sono noi, sono l’Io.
Uno, centomila due milioni di batteri
che ragionano per noi.
Nella Micropsiche,
due milioni di miliardi
siamo “io”.

Per un microbo tu sei
la metropoli ambulante
e il tuo “cogito ergo sum”

espediente di necessità.
La colonia chiederà di più
e il cervello eseguirà.
Siamo il frutto dell’inganno perfetto
che noi crediamo libertà.Uno centomila due milioni di miliardi
siamo io, sono noi, sono l’Io.
Chimiche batteriche di rabbie intestinali,
moti di violenza mossi da meccaniche virali
Nella Micropsiche due miliardi di ragioni
fanno”io”.L’uno non esiste
siamo un collettivo,
del sentirsi vivo.
Uno centomila, due milioni di miliardi
siamo “io”.
Io.CEREBRO MUNDI
(Testi e musiche Alessandro Zannier 2025)

Cerebro è
il sistema complesso che iper connesso
respira con me.
Un organico software
di strade, di piante,
di anime che
intrecciate dipendono
l’una dall’altra.

Cerebro è,
il pianeta pensante,
rete neurale,
habitat mundi,
di una bellezza che sfida gli dei
e sa vivere senza di noi.

BRAIN ROT
(Testi e musiche Alessandro Zannier 2025)

Brain – rot

Dicevano che in un mondo perfetto
avremmo raggiunto la vera equità,
Gridavano – Crescita!- Crescita! – Crescita!,
e dopo chiedevano agli ultimi austerità.

Abbiamo qualcosa di rotto nell’insula,
laddove si forma la nostra vergogna,
laddove temevi la pubblica gogna,
ora vomiti fiero le tue verità.

Uomini scrollano video,
mentre fuori le stagioni passano,
occhi che vedono, ma non guardano,
mentre fuori le granate, piovono.La natura si fa dura
per la specie che non ha
gli strumenti di lettura
della sua complessità.Brain rotC’è un guasto meccanico nell’empatia,
cortocircuito, anomalia,
lobo frontale dell’indifferenza,
tra neuroni che chiamano specchio,
odio reciproco, occhio per occhio,
e sinapsi che non trasmettono più,
dall’emisfero ovest
all’ emisfero est.all’ emisfero est.

Cerebro è
un sistema complesso,
habitat mundi di matematica del compromesso.

Ci avevano detto che il nostro cervello
è come un pianeta, diviso a metà,
unione di calcolo e senso del bello e
che siamo la specie perfetta che sopravvivrà.

Scriverai scaricando traduttori abili,
mentre perdi lentamente l’uso dei vocaboli.

Nella nebbia agli irti colli
che semplificando sale,
non distingui il bene e il male
dentro la complessità.

C’è un guasto meccanico nell’empatia
cortocircuito, lobotomia,
ecosistema dell’indifferenza,
tra neuroni che chiamano specchio,
odio reciproco, occhio per occhio,
continenti che – non trasmettono più,
dall’emisfero ovest
all’ emisfero est,
dall’emisfero ovest
all’ emisfero est.

Cerebro è
Un sistema compromesso.

AMIGDALA
(Testi e musiche Alessandro Zannier 2025)

No, non c’è bontà,
ma tornaconto.
Ogni fiore che dai
esige un costo.
Ami solo che
ti serve accanto,
la paura, lo sai,
ti fa seguire il branco.

E nella mente l’ipotalamo dà
adrenalina che produce violenza.
E nel bullismo di ogni superpotenza
a comandare sarà solo l’amigdala.

Sai che morirai,
ma non fra quanto
e per questo crederai
nel – tanto mi da tanto – .

Poi immaginiamo le società
vestite di solidarietà
e romanziamo l’amore,
passeggero calore,
e la coscienza ci assolverà
togliendo tutti gli specchi,
dove la bestia
ti guarda negli occhi.

No, non c’è bontà,
ma convenienza.

Con la paura l’ipotalamo dà
adrenalina che produce violenza,
muove la scure di ogni superpotenza,
che con la scusa della sopravvivenza dà
ai generali totale licenza
di ragionare con l’amigdala.
con l’amigdala.

E tutti a scrivere frasi ad effetto sui muri

No,
no pain – no war – no more
no,
no pain – no more – no fucking war
no,
no pain – no war – no more.
ARTIFICIO NATURALE
(Testi e musiche Alessandro Zannier 2025)
Artificio naturale o natura artificiale?
Artificio naturale o natura artificiale?Che sia la diga di castoro,
o tela di ragno tra le piante,
computer neurale nella mente,
per l’animale conta l’espediente.
(intelligente)

Artificiale è solo un concetto
che viene distorto, contraffatto,
non è il manufatto il vero difetto,
ma l’uso distorto di chi l’ha fatto.

Pensa,
all’uso della nuova intelligenza,
domani non potrai più fare senza
e sarà così comoda la dipendenza.
Pensa,
avremo solamente la parvenza
di essere geniali in una stanza,
a rifiutare l’onere dell’esperienza
che ci manca.

Artificio naturale o natura artificiale?
Puoi simulare, rubare di tutto,
tesi di laurea, frasi ad effetto
e disegnare un quadro perfettoe l’atrofia cerebrale
dominerà.
Forse sì, o forse no.

Ogni intelligenza artificiale
è il miracolo di un animale,
farà bene, farà male,
salva il mondo dal conflitto nucleare.
(forse sì, o forse no),
meglio non pensare.

Pensa,
all’uso della nuova intelligenza
domani non potrai più stare senza
e sarà così comoda la dipendenza
Pensa,
avremo quasi tutti la parvenza
di essere geniali in una stanza,
e rifiutare l’onere dell’esistenza
che ci stanca.

Ogni intelligenza artificiale
è il miracolo di un animale,
diga di castoro, alveare
per la specie basta possa funzionare.
Farà bene, farà male,
farà nascere un conflitto nucleare?
Meglio non pensare,
meglio non pensare.

FENILETILAMINA
(Testi e musiche Alessandro Zannier 2025)

Tu che vivevi di singoli attimi,
io che stampavo le foto nei secoli,
tu che scrivevi le frasi di getto,
io le scolpivo su pietra sapendo che mai,
durerai.

Giorni sui prati sdraiati ad arrendersi,
iper connessi, le mani sui sessi,
guardando la luna e il sole girare
e chissenefrega del nostro domani,
che tanto la fine per noi
non è contemplabile, giammai.

L’ossitocina attiva la rete
neurale della ricompensa,
la fenilatilamina dell’infatuazione
ad altro non pensa,
Spinge le falene
Che scorrono nelle vene
Attratte da un fuoco letale

Ecco la fine di quelle farfalle,
che nello stomaco andavano a mille,
intossicate di lucciole brille
e di una chimica sbronza
che versa champagne,

champagne.

Giorni di tossiche gare ad offendersi,
disinnescando legami complessi,
provando disgusto per com’eravamo,
nei giorni melensi dei mille “ti amo”,
guardando la pianta appassita
di una droga che sembrava infinita.

L’ossitocina si scioglie nel pianto
nell’ acido del disincanto,
la fenilatilamina non neuro trasmette,
la linfa non circola più.

Io che vivevo di singoli attimi
Tu che stampavi le foto nei secoli.

HABITAT MUNDI
(Testi e musiche Alessandro Zannier 2025)

Habitat,
l’organismo vivo che ti ospita,
dove l’interdipendenza domina.

Dare-avere è la sola regola
e singolo e multiplo si mescola

(Habitat)
e prospera.

Habitat

SATELLITE CONTROL
(Testi e musiche Alessandro Zannier 2025)

Satellite – Satellite – Satellite Control
Satellite – Satellite – Satellite Control

Ci sta spiando
la tecnosfera,
con il suo sciame
di satelliti chimera.
La corsa al cielo
non ha frontiera,
chi prima arriva
prima pianta la bandiera.
Ragnatela di sinapsi
tentacolare,
sembra civile
poi diventa militare.

Dalla stratosfera planetaria
mille occhi ti sorvegliano,
finché una rivolta proletaria,
verso il cielo sparerà contro la sonda,
smetti di colpo di essere in onda,
usa la fionda
come Davide contro Golia.

Satellite – Satellite – Satellite Control
Satellite – Satellite – Satellite Control

Ti nasconderaiTi nasconderai
dagli americani,
dalle sirene dei profeti
transumani.
Ti inseguiranno
anche coi cani,
se sopravvivi troppo a lungo
disconnesso dagli umani.

Dalla stratosfera miliardaria,
mille occhi ti sorvegliano.
E quando la tua fuga solitaria
dallo spazio si vedrà,
mira alla sonda,
smetti di colpo di essere in onda,
usa la fionda,
come Davide contro Golia.

Satellite – Satellite – Satellite Control
Satellite – Satellite – Satellite Control
(Uh satellite control – uh satellite control)


IL CICLO DELL’ACQUA
(Testi e musiche Alessandro Zannier 2025)

Io come l’acqua vorrei essere Dio,
un vapore che in volo
presuntuoso risale nel cielo.
E dettare le regole,
da un castello di nuvole,
raccontandomi favole
sulla mia giovinezza.
Aspirare all’Olimpo,
dove i despoti fanno festa,
elevato allo stato di grazia
della falsa modestia.

Sublimare nell’etere sottoforma di gas,
sorvolare le punte dell’Everest
della mia vanità.
Ogni parabola umana
che vuol fare la storia,
è una molecola d’acqua
che nell’aria cercava
un minuto di gloria.
Poi pian piano ricomincia
la condensa delle colpe
che ciascuno ha.
Fatalmente
si precipiterà.Io, come l’acqua
come pioggia cadrò,come pioggia cadrò,
dalle stelle alle stalle,
perché scoppiano tutte le bolle.
Come il sogno di Icaro,
senza ali sarò,
come un vecchio Lucifero,
uno scroscio di rabbia.
Tra tempeste di sbagli
e un diluvio di amari risvegli,
atterrando l’ennesima volta
in un mare di scogli.Sotto il peso di esistere
pioggia ritornerò,
devastando le case, le chiese,
allagando New York.
Ogni molecola umana
segue il ciclo dell’acqua,
che la storia rispecchia.Ogni impero romano
ha una crisi barbarica,
Per un Illuminismo
nuove Guerre Mondiali,
e decenni di pace fasulla
vantandosi degli arsenali
come fossero
genitali.

Come cambiano gli scenari

Ogni parabola umanaOgni parabola umana
segue il ciclo dell’acqua.

Poi filtrando nelle falde della storia
la coscienza si ripulirà
e arrogante quel vapore
si riformerà.

Io come l’acqua,
vorrei essere Dio…

WOOD WIDE WEB
(Testi e musiche Alessandro Zannier 2025)

Le piante piantano radici solide
e i funghi fungono da tramite,
diramazioni sotterranee,
ogni foresta ha mille anime.

Le piante piangono,
tra loro parlano
vivendo d’invisibili
meccaniche.

l’intelligenza di una muffa è labirintica
e sopravviverà.
Connette una foresta d’individui solitari
In una società.

Quando morirai, terra tornerai
cibo per i funghi ridiventerai
libero sarai, lungo la tua rete
di capire il mondo alla sua radice,
oltre questa superficie.

Se c’è un pericolo letale per la fratellanza
Il sottomondo mette in campo la sua resistenza
E come una scossa elettrica
l’allarme si diffonderà
nel collettivo solidale di un’ intelligenza.

E sotto l’aridità, la radio attività,
qualcosa sempre nascerà.

E coltivando la cultura, sotto ogni dittatura
si rifiorirà.Quando morirai, terra tornerai
cibo per i funghi ridiventerai.
Ricomincerai, sotto la tua rete
a cambiare il mondo
alla sua radice,
oltre questa superficie,
dove non abbiamo voce.Ogni rivolta nasce sepolta.
le piante parlano e si riuniscono
e si capiscono.
Ogni rivolta cresce sepolta.E le chiome del bosco di Pando
da una sola radice si espandono,
come fossero canne di organo
che ad un’unica madre rispondono.

Wood wide web


CAMMINA CAMMINA
(Testi e musiche Alessandro Zannier 2025)

Cammina cammina arriverai,
a piedi da solo in Cina,
se servirà.

Animali nomadi siamo noi,
disegniamo sulle mappe,
rotte calpestabili.

Vedi quegli strani segni sulla geografia,
sembrerebbero legami, frutto di empatia,
Attraverso l’infinita, Pan American Airway
o tracciando viali dagli Urali ai Pirenei.

Ogni strada è una ruga fantastica,
sulla pelle di un mondo vecchissimo,
ogni trama di storie s’ interseca
in un’olovisione quantistica,
sembrerebbe un abbraccio d’amore,
ma è soltanto una rete di scambi,
la botanica dei legami,
strani rami
dell’umanità.

Cammina cammina, ti sposterai.

Siamo stati nomadi, tutti noi
eravamo giovani, con i piedi agili.
Sognavamo sugli atlanti della geografia
di saltare su quei treni
che col tempo vanno via.
Dove le Transiberiane portano a Vladivostok
e qualunque meta, la decide l’autostop.

Ogni strada è una ruga fantastica,
sulla pelle di un uomo vecchissimo,
ogni singola vita è brevissima
e con tutte le altre s’interseca,
ma se vedi il disegno dall’alto
è una rete che porta lontano,
è la fisica dei legami
tutti i rami dell’umanità.

Cammina cammina, ti sposterà.

Cammina cammina,
arriverai,
al giorno che si avvicina,
che non vedrai.


ESCALATION
(Testi e musiche Alessandro Zannier 2025)

La macchina si è rotta,
e ingrassa a dismisura
e cerca carburante
nella dittatura.
E schiuma dalla bocca
la rabbia di chi sa,
che tutto sta finendo,
che tutto finirà.

Inizia l’escalation e non si fermerà
aperitivi fashion nessuno più farà,
a corto di denaro, di acqua e di coscienza,
emigreremo tutti verso nord
tra milioni di cadaveri, assuefatti come noi.

Inizia l’escalation
idrovora energivora,
Ha il tasso d’istruzione
che va in caduta libera
e – se mancano le basi
un PH si acidifica
e nell’habitat dell’odio
la propaganda poi
prolifica.

E’il mostro del potere
che scava con le unghie,
ovunque possa bere,
bucando la Groenlandia,
succhiando terre rare,
gettando la sua maschera
di nobili intenzioni,
sorrisi al botulino
estetiche iniezioni.

Ha sete di petrolio
ha fame di cobalto
di rame, litio, nichel
di stendere l’asfalto,
è un nobile arricchito
di uranio impoverito.
Impone la sua legge
che chiama deterrenza,
contamina l’ambiente
diffonde ultra violenza.

Distrugge masochista
quell’unica biosfera
che salva la sua specie
nell’interdipendenza
convinto che dell’uomo
non si possa fare senza.

Ma il mondo ha mille habitat
di funghi e di batteri
che sopravviveranno
ai suoi Napoleoni,
a tutti quei guerrieri
di tutte le nazioni.

La macchina si è rotta,
ingrassa a dismisura
e frena la sua corsa
e grida e si dispera,
la fame di ricchezza,
diventa quella vera,
diventa fame nera.
E mentre l’Occidente
è un angelo in caduta,
col tasso d’istruzione
di un semi analfabeta.
Il grande il contatore
quantificando sale
a ritmo esponenziale,
gli svizzeri nei bunker
nel panico ambientale,
e intanto senza freni
nel fuggi fuggi generale,

urla e biancheggia
il male.

COSMOPSICHE
(Testi e musiche Alessandro Zannier 2025)

Se muoio io
ancora luce si vedrà
Se muoion tutti
l’idea di luce stessa
scomparirà.

Senza di noi
l’universo non brilla
lì, tutto nero è,
tra le onde magnetiche.

Perché il cosmo
non ha luce né colore,
solo flussi di segnale
di materia fredda, siderale.

Goditi l’aurora,
e le sinfonie di Bach,
prima che sia sera,
e il cervello scopra che si sta
nell’illusorietà.

Senza di te,
ogni senso più senso non ha,
ma un buco nero ci riunirà,
a chi ora non sente, non vede, non tocca,
non gode la brezza, non aprirà bocca
mai più.

E’ nel cosmo
che finisce il tuo segnale,
ogni atomo ritorna
alla meta primordiale,
nella cosmopsiche
della mente universale.

Goditi la pioggia
l’euforia dei bar,
primavere giapponesi.
petali sui boulevard.

 

Credits
Prodotto da Alessandro Zannier e Flavio Ferri
Registrato da Flavio Ferri presso: FOR Room Treviso, nell’agosto del 2025
Pre produzione: Alessandro Zannier
Mix e Mastering: Flavio Ferri – Republica Recording Studio, Barcelona/Girona
Concept, testi e musiche: Alessandro Zannier

Voce, strumenti e arrangiamenti:
Alessandro Zannier
Interventi chitarra: Trk 11, 12: Giovanni Landolina
Violini, viole, celli Trk 1, 6, 9: Nicola Manzan (Bologna Violenta)